mercoledì 10 dicembre 2008

La quiete dopo la tempesta

Arrivo al lavoro ignara
ho dormito troppo poco
e vorrei tanto una giornata
senza troppi stress
invece…
tutti ammalati
uffici scoperti
io che corro tra un ufficio e l’altro
e tra un piano e l’altro
per organizzare l’improcrastinabile.
Passo alcune ore al telefono
con ditta che non risolve i problemi
e come al solito
chi fa da sé
fa per tre
cioè me …
più alcuni fidatissimi
che per fortuna ci sono
sempre quando servono.
E poi sono sempre gli stessi

Adesso ho cinque minuti di quiete
decido che me li passo a sognare
un mio mondo migliore
tutto personale.

3 commenti:

inattesa ha detto...

Una specie di poesiola pre-natalizia?

bb ha detto...

Hai reso bene il vortice di una giornata di emergenza e relativa piccola calma del fine orario. Che lo sappiamo che chi sa far da sè...finisce che fa per tre, per quattro, per cinque.
La tua Lady C almeno starà buona?
bacibaci

Giulia Lu Mancini ha detto...

Care scusate il ritardo ma anche oggi il vortice mi ha preso per lo stesso problema!!
@plain: più che una poesia è un grido di disperazione ...però dopo "odo augelli far festa";
@bb:si Lady C sembra aver apprezzato l'impegno!