Giro distrattamente tra i canali tv e vengo catturata per l’ennesima volta dalla storia di Eluana Englaro la ragazza che dal 1992 vive in uno stato vegetativo permanente dopo un incidente.
Ancora una volta mi indigno per le assurde recriminazioni “morali” di chi non vuole staccare la spina ad Eluana
Ancora una volta mi indigno per l’ipocrisia di chi afferma il “valore della vita”
Ma la vita ha valore se si può scegliere, pensare, amare, piangere, ridere ed essere liberi.
Esseri liberi anche di morire.
Non so se esiste Dio, il Paradiso o l’Inferno.
L’inferno certamente esiste per Eluana ed è quello in cui si trova adesso, perché la sua anima, da quindici anni è prigioniera di un corpo immobile, senza la possibilità di raggiungere il paradiso a cui ha certamente diritto.
L’inferno certamente esiste per i genitori di Eluana che soffrono giorno dopo giorno nel vedere una figlia che aveva un chiaro e preciso pensiero, quello di non voler vivere come un vegetale, legata ad una macchina, legata a d una vita che vita non è.
Nessuno di noi vorrebbe una vita così, almeno non io.
Liberate Eluana, lasciate che la sua anima voli via dal suo inferno quotidiano.
Lasciate che vada in paradiso o ovunque sia possibile volare, libera.
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